Servizi ed assistenza sociale, cosa succede a Sezze
In che direzione stanno volgendo le scelte della amministrazione Lucidi in tema di servizi sociali? Ecco di seguito un viaggio tra le difficoltà economiche, gli immigrati ed i servizi ad appannaggio dei privati con convenzioni pubbliche.
L’assistenza sociale comprende l’insieme di compiti della pubblica amministrazione consistenti nella fornitura di prestazioni, normalmente gratuite, dirette all’eliminazione delle disuguaglianze economiche e sociali all’interno della società.
I servizi sociali nascono da ideali umanitari e democratici, i valori sui quali si fonda la mission sono la giustizia sociale, i diritti umani, il rispetto delle diversità, la responsabilità collettiva, l’uguaglianza e la dignità di tutte le persone.
Nel concreto si tratta di un insieme di attività finalizzate a garantire l’assistenza alle persone in difficoltà, bisognose di cure e di aiuto: famiglie, bambini, anziani, immigrati, soggetti con problemi di tossicodipendenze ecc.
In particolare, l’assistenza sociale si occupa di elaborare misure efficaci per la prevenzione, la riduzione o, nella migliore delle ipotesi, l’eliminazione delle condizioni di disagio, che siano di natura economica o sociale.
Gli interventi si inseriscono in una sfera che riguarda sia la salute fisica che il benessere psicologico, sociale e relazionale, con l’obiettivo finale che è abilitare gli individui a sviluppare il proprio potenziale.
Attualmente le strutture deputate all’assistenza sociale delle varie categorie di utenti sono gli asili nido, le scuole per l’infanzia, i centri per disabili, le case di riposo per anziani, le comunità per gli immigrati, le case famiglia, i centri per il recupero dei tossicodipendenti, i centri di recupero per minori e via dicendo.
Le politiche sociali setine nascono negli anni 70/80
A Sezze le scelte sulle politiche sociali nascono nelle giunte monocolore degli anni 70/80, hanno riguardato gli anziani, i disabili, il turismo estivo degli adolescenti, colonie e campeggi, la prevenzione e il reinserimento di soggetti con problemi di tossicodipendenze.
Quella cultura politica, attenta al sociale ha gettato le basi per la creazione del nido, della farmacia comunale e del centro diurno Diamantini.
Oggi quali sono le scelte dell’amministrazione Lucidi; i soggetti a cui si rivolge l’amministrazione comunale e con quali politiche?
Esiste un piano dell’assessorato competente per prevenire, ridurre o eliminare le condizioni di disagio sia di natura economica che sociale?
C’è un confronto politico su come migliorare il tessuto sociale del paese?
Sussiste un Piano Regolatore Sociale del Comune?
L’inerzia con cui si continua a offrire servizi ai cittadini, è sempre più indirizzata alla gestione in convenzione e/o con la società in house del comune, la SPL e/o privati convenzionati con solo costi per la comunità e un servizio per le famiglie e i fruitori.
Mi chiedo cosa ne riceve la collettività nel suo complesso e se dai servizi sociali ne può derivare una crescita sociale.

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