Al di là di torti e ragioni, lo strano clamore di una notizia vecchia e arcinota
Quanto rumore può fare una notizia, non notizia! Il caso Karibù da qualche giorno sta monopolizzando prime pagine di giornali e trasmissioni tv in ambito locale e nazionale. Sezze, Latina, Roccagorga, Priverno e altre piazze in cui la cooperativa nata a Sezze per mano della presidentessa Marie Therese Mukamitsindo, sbattute in prima pagina e dipinte come luoghi in cui il malaffare delle azioni di tale coop era ormai pane quotidiano.
Tanto rumore, per fatti avvenuti anni fa
Peccato che però, quello che oggi fa notizia, sono fatti che risalgono ad anni indietro visto che a Sezze, come anche a Priverno, in gran parte anche a Roccagorga, Karibu non ha più attività dal 2017. Oggi però fa notizia pure che, commercialisti di professione, poi entrati in politica (Sergio Di Raimo sindaco di Sezze 2017-2021; Domenico Stirpe assessore a Priverno nella prima amministrazione Bilancia; Tobia Tommasi assessore dell’attuale amministrazione Bilancia), abbiano svolto il proprio mestiere per conto di una coop che era per loro un cliente come tanti.
L’unico fattore nuovo intervenuto ad aumentare il clamore della vicenda è che da allora ad oggi, Aboubakar Soumahoro è diventato il genero di Marie Therese, in quanto ha sposato la figlia Lilane Murekatete.
Soumahoro come Calimero
Aboubakar Soumahoro, dallo scorso ottobre è diventato parlamentare, eletto nella lista di Sinistra Italiana – Europa Verde.
Lo stesso Soumahoro ci ha messo del suo, dall’entrata teatrale in parlamento con gli stivali sporchi di fango a rappresentare, platealmente, che a Montecitorio fosse arrivato il portavoce dei lavoratori della terra.
Al deflagrare dello scandalo mediatico di Karibu ci ha aggiunto un video facebook di un vittimismo smodato tanto che i meme che lo hanno assimilato allo sfortunato pulcino Calimero, sono stati solo i più benevoli delle tante caricature e parodie che ha generato.
Ciò non bastasse, nelle varie comparse tv in cui ha cercato di rispedire al mittente le accuse, ci ha aggiunto uscite poco felici come “il diritto all’eleganza” per citarne una.
Tutti fattori che hanno innescato sulla sua figura un setaccio rivolto al suo passato dal quale sono emerse non poche ombre, tra cui la rottura con il sindacato USB, che rappresentano però tutti fatti già noti.
Noti come tutti i nodi seminati nel suo cammino dalla cooperativa Karibu. Gli scandali relativi al sistema accoglienza sui Lepini, erano già noti da anni, dieci circa. Pagine di giornale, inchieste della magistratura, segnalazioni, interrogazioni e chi più ne ha più ne metta.

Lo strano gioco delle parti e i tempi in cui tutti inneggiavano a Karibu
Se in tutto ciò c’è reato o meno, deve essere solo la Magistratura a stabilirlo, ma che ora si faccia finta di non sapere ciò che è stato per anni, o pensare che le istituzioni per anni hanno potuto ignorare quei fatti, rappresenta un delitto, se non altro verso l’onestà intellettuale. Il resort in Ruanda gestito da uno dei figli della presidentessa Karibu, non è stato costruito ieri e neppure lo scorso anno; e non ha mai operato nell’ombra o sotto mentite spoglie. Anche le attività e connessioni di Karibu a Bruxelles non avvengono nell’ombra. La Karibu e la sua presidentessa vennero premiate dallo stato (vedasi visita dell’allora Ministro Mara Carfagna, o la campagna per gli She Turban promossa dall’onorevole Emma Bonino o ancora le varie iniziative a livello locale con Prefettura e esponenti della politica locale in prima fila). A livello Istituzionale, Karibu e il suo operato erano non solo noti, ma anche riconosciuti, apprezzati e premiati. Liliane Murekatete, figlia della presidentessa di Karibu, membro del cda della coop ora nell’occhio del ciclone mediatico, che pare pagare adesso la colpa di essere la compagna di Soumahoro, è stata Rappresentante personale per la Presidenza del Consiglio per l’Africa.
Questo non se lo ricorda nessuno? Soprattutto, tutto il clamore di oggi, a cosa serve davvero?
Off Topic ma non troppo
Visto che nessuno gli ha dato il giusto spazio, allego in coda all’articolo una nota sulla vicenda Karibu postata su facebook da Andrea Campoli, sindaco di Sezze dal 2007 al 2017 ovvero gli anni in cui la cooperativa Karibu ebbe la sua massima espansione a Sezze come nel resto della provincia di Latina.
Scrive l’ex sindaco di Sezze Andrea Campoli:
“Scrivo questo post solo per amor di verità, anche perché chi ha scritto e chi continuerà a scrivere che il Comune di Sezze ha elargito più di 5 milioni di euro alla coop Karibu senza alcuna gara, ne risponderà in Tribunale, sia in sede penale che civile. Non si può continuare ad infangare una Comunità che in venti anni anni ha accolto centinaia di donne sole e di bambini, nella massima trasparenza amministrativa e senza che mai alcun dipendente o fornitore non venisse pagato o non venisse rispettata la dignità di queste persone. Almeno per il progetto gestito direttamente dal Comune. Che nasce nel 2001 con dei protocolli di intesa forniti direttamente dal Ministero dell’interno in cui la cooperativa Karibu veniva indicata come ente gestore. Questa modalità è andata avanti fino al 2008 (tra l’altro trovando d’accordo un’amministrazione di centrodestra per quattro anni) fino a quando fui io a decidere di indire una gara pubblica per selezionare un partner per la gestione di questo progetto pur non essendoci alcun obbligo fino al 2014. Karibu vinse legittimamente, anche per la sua esperienza, e mantenne, grazie a varie proroghe come da capitolato d’appalto, il servizio fino al 2017, quando fu indetta una nuova gara, che si concluse con un iter tribolato, nel 2019 con la vittoria di un’altra coop. Per riassumere: il Comune di Sezze non ha mai speso un euro per questo progetto di accoglienza, i finanziamenti erano del Ministero;
Lo stesso è sempre stato rivolto a donne sole e bambini mantenuti in uno stato di dignità e decoro;
Tutti i dipendenti e fornitori sono sempre stati pagati; Il Comune ha sempre rispettato le leggi, i regolamenti e le direttive del Ministero dell’Interno”.

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Luca Morazzano
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