Settima Farmacia, rigettato l’appello: decide il TAR
Il Consiglio di Stato, chiamato in causa dal Comune setino sulla vicenda dell’apertura della settima Farmacia a Sezze, ha rigettato la richiesta dell’Ente rimettendo ogni decisione al TAR del Lazio.
Il nuovo atto di una storia che si protrae da anni, è stato scritto nei giorni scorsi dalla sentenza elaborata dalla Camera del Consiglio di Stato di Roma composta dal Presidente Raffaele Greco e dai consiglieri Giovanni Pescatore, Umberto Maiello, Antonio Massimo Marra e Fabrizio Di Rubbo.
Rigettato l’appello del Comune
Il Consiglio ha rigettato in toto l’appello cautelare proposto dal Comune di Sezze che aveva chiesto l’annullamento della sospensiva imposta dal TAR che a sua volta deve ancora esprimersi sulla vicenda.
Lo farà il 22 marzo 2023.
L’appello cautelare non è stato ritenuto suscettivo di favorevole delibazione. Non c’è sussistenza del periculum mora, ovvero il possibile danno in cui potrebbe incorrere il diritto soggettivo, per il quale si richiede la misura cautelare. Manca quindi sostegno all’istanza sospensiva avanzata in primo grado. Le questioni in oggetto necessitano di un approfondimento in sede appropriata nella valutazione comparativa degli interessi contrapposti. Rispetto a tali interessi però, sono prevalenti le esigenze conservative della misura cautelativa di sospensione emanata dal TAR.
Cosa chiedeva l’Ente
Il Comune di Sezze chiedeva infatti la riforma dell’ordinanza (la numero 288/2022) emessa dalla Sezione di Latina del Tar il 17 settembre 2022 con cui accoglieva l’istanza cautelare proposta dai farmacisti titolari della concessione per l’apertura della Farmacia .
Lo stesso Comune aveva negato l’autorizzazione ad aprire l’attività nella sede individuata in località Zoccolanti e aveva inoltre revocato l’assegnazione dell’autorizzazione stessa. La reazione contraria dei farmacisti era ovvia e scontata.
C’è un passaggio, nell’atto del Consiglio di Stato, che pare entrare nel merito spiegando che il giudice di prime cure, dopo aver disatteso l’eccezione di inammissibilità del ricorso per mancata notifica alla società titolare della farmacia viciniore, ha ritenuto rispettato il requisito di legge della distanza minima di 200 metri dall’esercizio più vicino a tali fini, valorizzando la perizia prodotta dagli appellanti.
Spoiler del prossimo pronunciamento
Una specificazione questa, che delinea una sorta di spoiler di quello che potrà essere il pronunciamento della stesso TAR cui fece ricorso a Luglio l’avvocato Paolo Leopardi per conto dell’associazione “Ricci, Delle Palme, Paletta”.
Il ricorso chiede l’annullamento della nota del Responsabile del Settore Servizi Produttivi del Comune di Sezze. È la nota che esprime il diniego alla richiesta di autorizzazione. La stessa nota da cui scaturisce la Determinazione della Regione Lazio che h poi revocato l’assegnazione della sede farmaceutica. Gli stessi farmacisti richiedono ovviamente l’annullamento anche di questa determina.
Ricevuto il ricorso, il 17 settembre 2022 con apposita ordinanza (n. 288/2022) il TAR ha sospeso l’esecuzione del provvedimento impugnato e fissato l’udienza pubblica del 22 marzo 2023 per la trattazione di merito del ricorso.
Di fronte a tale scelta, l’avvocato scelto dal Comune, Marco Lepori, ha suggerito di impugnare tale provvedimento dinanzi al Consiglio di Stato e così è stato.
Per ora, il Comune è soccombente; se dovesse esserlo anche al TAR, chissà che i farmacisti, esasperati da anni di intoppi burocratici, non decidano pure di chiedere i danni.

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Luca Morazzano
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