Sezze, scommettiamo sulle clarisse ma con fantasia
Il monastero delle clarisse di Sezze è un edificio imponente 5000 metri quadrati, parlare di ufficio di collocamento, o come si chiama oggi, è come impegnare San Pietro per la distribuzione delle ostie alle parrocchie. Serve, invece, un attrattore di senso del centro storico, serve mettere lì funzioni. Faccio esempi: perché no una grande biblioteca, una destinazione museale e nel contempo servizi di ristorazione, di tempo libero. All’interno c’è anche un giardino. Certo ci vogliono risorse ma anche una strategia, una visione, una inversione di tendenza. Sarebbe bello con l’ alberghiero, gli operatori dell’ agroalimentare fare un polo del cibo a partire da un museo della pasticceria setina che nel monastero ha avuto la culla. Serve pensare oltre. Paride Martella, allora presidente della provincia, suggerì di fare la facoltà di scienza delle assicurazioni. Forse era impossibile ma almeno era originale per aprire un confronto. Uscire dalla banalità e darsi un Palazzo nobile per funzioni sarebbe necessario. Se vuoi essere grande devi pensare alla grande.
Fermo restando che dell’ intero edificio le parti ristrutturate sono il 20% del totale. Una sfida anche nel reperire le risorse.

Altri articoli
Fratelli a Sezze: Lidano e Loretuccia
Mio nonno Lidano aveva una sorella Loretuccia. Erano solo loro due. Non venivano certo da un mondo di affetti, piuttosto...
Senectute
Una primavera che non viene Si somma Un giorno lungo che non viene Si aggiunge Un dolore che non...
Monastero delle clarisse: o sfidiamo il bello o ci rassegniamo al banale
Fare di un luogo di fede di monache che rinunciano al mondo per dio, un ufficio per travet non è...
Salviamo il monastero delle clarisse dalla santità alla burocrazia
Cosa penserebbero i romani se sotto falsa cupola di Andrea Pozzo nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyala distribuissero gli abbonamenti...
E’ morta La moglie di Marcello Battocchio: la cotoletta di Tina e il saluto del figlio di Gattino
Mi chiama Luigi, meglio mi scrive "posso chiamarti?". Io e Luigi, al secolo Orlandi, ma per me Battocchio, abbiamo iniziato...
Petali di mandorlo
Ogni anno a febbraio al suo finire mi ricordo dell' appuntamento che io e mio padre ci siamo dati con...