Senectute

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Una primavera che non viene
Si somma
Un giorno lungo che non viene
Si aggiunge
Un dolore che non viene
Si accompagna
Così cambia il modo di vedere
E anche la vista non è da lince.

È venuto da me il tempo che non prevede la possibilità di giocare di nuovo è come il bicchiere della staffa che chiude l’ amplesso con il vino, il brandy, il rhum e finisce tra atroci dolori la possibilità di grandi illusioni. Ma questo accade ora, siamo che questo è il gusto più sincero che sarà in me dopo e per l’ eternità sarà l’ultimo ricordo di questo passaggio rapido nel vivere e torno nel niente che ero prima di cominciare.
La vecchiezza è un tempo elegante che si prenota a non avere mai più fretta. In questi tempo cerchi sofisticati strumenti per leggere il tempo consumato e senti sfumature mille e mille ed una del termine.
Ho fatto il pendolare con il treno che fermava a Termini, che sono le terme dei romani, ma per me erano il termine della corsa. Le terme il posto dell’ ozio e il termine di finire ogni ozio, ogni fatica, ogni vita
Certo ora è più netto il sapore dal sapore e anche l’ aria è dono che sai che puoi soffocare
Prendo il cappotto e vado lesto ma piano come è bello questo degradare dal monte al mare.
Senectute, quel modo che hai di aver visto ogni cosa e di trovare a capire che tutto è un’ altra cosa .

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